Anche i visionari piangono?

E’ di soli pochi giorni fa la manifesta avversione del visionario Elon Musk verso la cripto valuta Bitcoin (concausa di una forte perdita del valore dello stesso) rea secondo lui di essere troppo esosa di richiesta di elettricità nella sua fase embrionale, cioè quando i miner usano i computer (nello specifico le schede grafiche) per la sua generazione.

Nonostante tutto Elon Musk continua a sostenere assiduamente i Dogecoin e sembra proprio non voler tornare indietro dalle sue posizioni.

Il dogecoin è una criptomoneta creata dall’ingegnere del software Billy Markus e Jackson Palmer,  decisero di creare un sistema di pagamento soltanto come un gioco, cercando di divertirsi sulla selvaggia speculazione delle cripto che avveniva a quel tempo, il 2013.

In un tweet del 15 maggio, l’imprenditore giustificava la sua passione per il Dogecoin affermando che “Doge accelera il tempo di estrazione di un blocco di 10 volte, aumenta la dimensione di tale blocco di 10 volte e diminuisce il consumo di estrazione di 100 volte”. Ma uno dei cocreatori della criptovaluta Etheruem, Vitalik Buterin, ha totalmente smontato questo punto di vista. Buterin spiega nel dettaglio il compromesso tra decentralizzazione e scalabilità nell’architettura delle reti blockchain. Buterin ha evidenziato come sia difficile incrementare la capacità e la scalabilità di una blockchain “senza portare a un’eccessiva centralizzazione e senza compromettere le proprietà fondamentali che rendono una blockchain ciò che è”.

“Affinché una blockchain sia decentralizzata, è di fondamentale importanza che gli utenti comuni possano eseguire un nodo e che vi siano modalità per cui eseguire nodi blockchain sia considerato un’attività normale”. Buterin ha concluso affermando che lo sharding, una nuova tecnologia che sarà implementata nell’Ethereum, consente una scalabilità paragonabile a quella offerta dai network centralizzati. Secondo Buterin, Ethereum potrà “probabilmente elaborare un milione di transazioni al secondo, con la piena sicurezza garantita da una blockchain. Ma è necessario parecchio lavoro per raggiungere questo risultato senza sacrificare la decentralizzazione, ovvero ciò che rende le blockchain così preziose”. QUI il link all’intero articolo.

Musk non ha tardato a rispondere, a suo modo, all’analisi di Buterin e ha twittato: “(Buterin, ndr) Teme il doge…” allegando questa immagine:

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Per ora nessuno ha confutato in modo efficace l’analisi di Buterin, ma si sa… 

i visionari rimangono visionari.

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